Il processo di Franz Kafka

//Il processo di Franz Kafka

Il processo di Franz Kafka

Una produzione
Arca Azzurra Teatro e Teatro Stabile di Verona

IL PROCESSO DI FRANZ KAFKA
Di Francesco Niccolini
molto liberamente ispirato al romanzo di Franz Kafka
Regia: Paolo Valerio
Con: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali,
Massimo Salvianti, Lucia Socci
Scene: Antonio Panzuto

Questo non è un processo regolamentare. Qui la giustizia, quella
classica, non esiste più, non ha più valore. Qui si parla di un paese
dove chi governa cambia le regole a proprio piacimento, e chi resta
indietro, chi resta fedele al vecchio sistema giudiziario e ai valori della democrazia è perduto. Qui ognuno si fa la giustizia che vuole, e – se sei più forte – ti fai più giustizia: la tua. E tutti gli altri, il quartiere, il paese, la città subiscono la legge del più forte: basta una notte per cambiare tutto. E nessuno verrà mai a spiegartelo, nemmeno un momento prima dell’esecuzione. Tutto arbitrario. Tutto imperscrutabile. Tutto privo di logica. O forse è la logica che è cambiata, e ancora non riusciamo ad abituarci. Ma è solo questione di tempo. Riusciremo a resistere? È un’impresa disperata, perché “loro” hanno in mano tutto, soldi, potere, televisioni, giornali e – ora – anche la rete, che di nuovo ha solo la rapidità e la dismisura del numero di contatti. E “loro” se ne approfittano senza pudore, sfidando il ridicolo. Già, il ridicolo. Qui non c’è nulla di serio. Qui
tutto è grottesco. Da ridere. Come in un recital di Crozza.

«L’ultima volta che ho letto Il Processo ero a Cracovia, sull’autobus che mi portava ad Auschwitz e a Birkenau. Ho pensato che lavorare su quel romanzo sarebbe stata una grande occasione per confrontarmi con la follia della Storia, quella con la S maiuscola. Ci ho provato, ma mi sono arreso all’evidenza: Il Processo di Franz Kafka è molto di più. Perché è la tragedia di un uomo che si scopre “diverso” e per questo viene condannato. Diverso in che senso? Proprio qui iniziano i guai: posso adattare Il Processo a qualunque esigenza, piegarlo a qualunque ipotesi di colpa, accusa, deviazione, malattia. Funziona comunque. È un’arma talmente affilata che la possiamo utilizzare contro chiunque, e per difendere chiunque, basta decidere contro chi indirizzarla, o chi se ne vuole fare scudo. Perché c’è sempre qualcuno da cui dovremmo difenderci e qualcuno che ci perseguita. A distanza di molti anni dall’inizio del mio confronto con Kafka e il suo romanzo perfetto e incompiuto, mi sono fatto una mia ipotesi, e – come dire – una dolorosa preferenza: giuro che non la svelerò mai. Che ogni spettatore scelga la propria. Intanto, che ognuno si goda questo autentico incubo.»

Francesco Niccolini

By | 2018-04-26T23:11:03+00:00 marzo 20th, 2018|PRODUZIONI|Commenti disabilitati su Il processo di Franz Kafka

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