LETTERE D’AMORE

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27 aprile ore 18.30 / Piccolo Teatro di Giulietta

Il settimo sogno

Pasternak-Cvetaeva-Rilke

letture di Rossana Valier e Paolo Valerio

Introduce Marco Ongaro

Ingresso € 3.00

 

NEL PAESE DELL’ANIMA

 

Il carteggio a tre Pasternak-Cvetaeva-Rilke è un unicum nel suo genere.  Esso infatti  nasce, e muore, in un luogo speciale: il Paese dell’Anima, per dirla con le parole della poetessa russa, al centro di questo triangolo epistolare. L’amore dichiarato via lettera apparterrà infatti solo al regno del linguaggio e  alla dimensione del foglio. Nessuna fisicità, nessun peso terrestre.  Gli incontri idealizzati e previsti in tempi diversi non andarono a buon fine: con Rilke a causa della sua morte;  con Pasternak perché quando,  nel 1935 ammalato e depresso,   andò a Parigi e vide la donna, il mood era cambiato e un certo status  trascendente, ormai esaurito. Si incontrarono poi  in Russia, dopo il rientro della Cvetaeva, che  Pasternak  aiutò  in momenti drammatici.

Tuttavia,  l’amore in absentia, quell’attesa -incantesimo nella solitudine dell’io, era   uno degli ideali della Cvetaeva: “Quando amate una persona, avete sempre voglia che  se ne vada, per poter sognare di lei…” diceva . Anzi: secondo un’impostazione di pensiero  che è difficile spiegare in poche righe, l’assenza –dal quotidiano, dall’altro, dal mondo- costituiva il dispiegarsi dell’anima, cioè il più fecondo  modo del vivere umano.    Quindi nessuna sofferenza dal non incontro,  perché l’amore, nel suo senso totalizzante, è così vissuto al massimo grado. Solo l’assenza data dalla morte creerà sgomento: come fare se il destinatario tace o non parla più la nostra lingua? La Cvetaeva gli scriverà egualmente una lettera.

 

Nel dialogo d’inizio, il più timido e impacciato sarà Pasternak, che si sente meno forte della donna: ella conferisce  subito  un tono  alto all’eloquio;  incisivo  e immediatamente a suo agio,  si troverà invece Rilke, seduttore raffinato come la Cvetaeva, ma  come lei pure amante di quella solitudine che sola è madre della creatività e della poesia.  E tutto è espresso in un linguaggio difficile, da iniziati, cosa che ha fatto definire questo carteggio “lirismo epistolare”.  Come sempre accade con gli scrittori, lettere e letteratura si mescolano.

Uno alla volta i protagonisti spariranno  dal palcoscenico del mondo: Rilke per primo, per malattia; la Cvetaeva suicida e infine Pasternak, ormai anziano. Ma non così sarà per le loro lettere che faranno una definitiva, teatrale apparizione a illuminare  per l’ultima volta quell’amore di carta. In una busta, con su scritto “la cosa più preziosa”  saranno trovati nel portafogli, in tasca a Boris Pasternak appena morto, due foglietti ormai logori: uno  con una lettera di Rilke e un altro su cui erano state trascritte, dalla mano della Cvetaeva, alcune righe di una lettera di Rilke  a lei.

Ormai i tre poeti erano liberi di incontrarsi nel paese dell’assenza, nel paese dell’anima.

 

Rossana Valier

 

marzo 2018 Dino Campana – Sibilla Aleramo

aprile 2018  Rilke – Cvetaeva – Pasternak

maggio 2018 Alfred de Musset – George Sand

giugno 2018 Henry Miller – Anais Nin