LE VOCI DI DENTRO

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Questo evento è passato.

5-6-7-8-9-10 novembre

regia Toni Servillo

Informazioni / cast

di Eduardo De Filippo
con Toni Servillo

Teatri Uniti
Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Teatro di Roma

Autore, opera e regia

A oltre dieci anni dal fortunato allestimento di Sabato, domenica e lunedì  apprezzato da critica e pubblico, Toni Servillo si cimenta di nuovo con Eduardo De Filippo (1900-1984) ettendone in scena Le voci di dentro.

Come era accaduto in passato, anche questa volta Servillo ha un duplice ruolo, protagonista e regista. Oltre a un cast affiatato, ha accanto a sé il fratello Peppe – voce degli Avion Travel – che, se esordisce come attore di teatro, ha invece già lavorato per il cinema: era tra gli interpreti, sempre assieme al fratello Toni, del film Lascia perdere, Johnny di Fabrizio Bentivoglio. La ricostituita coppia Servillo ha ottenuto con questa pièce grandi successi in Italia e all’estero. Lo scorso giugno, infatti, Le voci di dentro è stato accolto in modo trionfalistico a Chicago dove l’allestimento ha rappresentato l’Italia nell’Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti.

Scritta di getto nel 1948, la commedia è il ritratto di un’Italia che, dietro l’euforia della fine della guerra e della conseguente ricostruzione e dietro le prime avvisaglie del boom economico, cela la difficoltà delle relazioni umane, spesso improntate al sospetto e alla cattiveria. C’è anche una costante incomunicabilità che serpeggia nel testo e che è simboleggiata dal vecchio Zi’ Nicola: convinto dell’impossibilità di essere ascoltato dai propri simili, l’anziano non parla e si esprime soltanto facendo scoppiare mortaretti.

Il silenzio e il sogno – che tanta parte hanno nella commedia – finiscono per rappresentare l’unico sfogo alle inquietudini quotidiane.
Non a caso Le voci di dentro che, come sottolinea Cesare Garboli, non sono le voci della coscienza ma quelle del “profondo”, è ritenuta una delle opere più amare scritte da De Filippo.

«Eduardo – sottolinea Toni Servillo nelle note di regia – scrive questa commedia sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire. Ancora oggi sembra che Alberto Saporito scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda perché siamo tutti vittime, travolte dall’indifferenza, di un altro dopoguerra mondiale».
 

Trama
Alberto e Carlo Saporito, scalcinati titolari di una ditta che allestisce feste di piazza, vivono con l’anziano zio Nicola. La scomparsa del loro caro amico Aniello Amitrano non solo li preoccupa ma addirittura induce Alberto a denunciare che i suoi vicini di casa, i Cimmaruta, lo avrebbero ucciso. Ma quando la polizia va a perquisire la casa dei presunti assassini, non trova nessuna prova del delitto. Solo a quel punto, Alberto si rende conto che l’omicidio non è mai avvenuto semplicemente perché… lui lo ha solo sognato. Non gli resta che ritrattare la denuncia ma così facendo suscita i sospetti del magistrato che pensa che egli abbia agito per paura.

Da parte loro, i Cimmaruta, per quanto scagionati, si accusano l’un l’altro convinti che, nonostante tutto, Alberto abbia delle prove contro di loro. Pensano allora di sopprimerlo. La ricomparsa di Amitrano vivo e vegeto potrà sistemare le cose?

Durata: 1 ora e 50 minuti – non c’è intervallo