Il deserto dei Tartari

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Dal 15 al 20 marzo 2016 

regia Paolo Valerio

Informazioni / cast

TEATRO STABILE DEL VENETO

debutto nazionale 15 marzo 2016, Teatro Nuovo di Verona

Di: Dino Buzzati
Adattamento teatrale e regia:Paolo Valerio

le immagini dello spettacolo sono tratte dai quadri di Dino Buzzati
dedicato ad Almerina Buzzati
“Posso chiamare «Il deserto dei Tartari» il libro della mia vita”
Dino Buzzati

attori (in ordine alfabetico)

Alessandro Dinuzzi
Simone Faloppa
Emanuele Fortunati
Aldo Gentileschi, fisarmonica
Marina La Placa, theremin
Marco Morellini
Roberto Petruzzelli
Stefano Scandaletti
Paolo Valerio

movimenti di scena – Monica Codena
scene – Antonio Panzuto
video – Raffaella Rivi
costumi – Chiara Defant
musiche originali – Antonio Di Pofi
luci – Enrico Berardi

NOTE DI REGIA

In passato ho già avuto modo di realizzare altri spettacoli tratti da testi di Buzzati, tra i quali “Sette Piani” e “Poema a Fumetti”, oltre alla fiaba “La meravigliosa invasione degli orsi in Sicilia” ed alcuni racconti.

Ed ora, con questa nuova produzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, è arrivato il momento di portare in scena in suo capolavoro. Il mondo di Buzzati è affascinante e misterioso e ne “Il deserto dei Tartari”, il romanzo che segnò la sua vera consacrazione tra i grandi scrittori del Novecento italiano, sono presenti tutte le sue tematiche principali, oltre al suo immaginario onirico di paesaggi e personaggi.

Lo scrittore bellunese in un’intervista affermò che lo spunto per il romanzo, il cui tema portante è quello della fuga del tempo, era nato “dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l’idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita.

È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell’esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”.

In questo tempo immobile eppure ritmato dalla concreta vita militare, la mia scelta è stata quella di non avere un unico protagonista: tutti gli attori saranno Drogo, seguendo non solo l’invecchiamento del protagonista, ma seguendo le emozioni che il passare tempo si modificano in Drogo come in ognuno di noi: dalla partenza fiduciosa all’attesa, alle delusioni, al sorriso del finale.

Tutti gli attori aspetteranno ed affronteranno i loro Tartari, e così anche tutti gli spettatori saranno Drogo.

Avrà un ruolo importante anche la parte più letteraria del romanzo con l’intenzione di portarne in scena i momenti più descrittivi e poetici, attraverso le parole meravigliose di questo testo, e le immagini del pittore Dino Buzzati. 

“Il deserto è un libro da leggere due volte: la prima per non capire nulla fino all’epilogo e lasciarsi sorprendere (l’effetto che Buzzati ricercava), la seconda per ricucire le trame e riconoscere a ritrovo le tante premonizioni. La vicenda è circolare e alla fine tutto torna.” (Cit. Lucia Bellaspiga) 

Vorrei che questo spettacolo fosse una terza lettura possibile dell’infinito Dino Buzzati.

Paolo Valerio

TRAMA

Il protagonista è Giovanni Drogo, un giovane e speranzoso tenente mandato in servizio presso un non meglio identificato distaccamento militare ai confini del mondo, la “Fortezza Bastiani”, relegata in cima ad un’impervia montagna e che da subito appare come sospesa tra sogno e veglia.

La Fortezza, un tempo scenario di grandi battaglie, è ora un avamposto abbandonato e pressoché dimenticato, ma che vincola a sé tutti i militari del battaglione per il senso di perenne attesa di un nemico che ci aspetta giunga dalla frontiera e che rappresenta il sogno di una gloria da conquistare e di un destino su cui riporre la propria fiducia.

Quando Drogo giunge alla Fortezza, è convinto di trascorrere in quel luogo desolato solo qualche mese, per poi tornare alla vita normale.

Dopo poco però, la pacata e monotona vita della Fortezza Bastiani, la disciplina militare, gli orari dell’esistenza comunitaria e la convinzione o illusione che di lì a poco il nemico arriverà, fanno presa su Giovanni Drogo che, senza rendersene conto, trascorre in quel luogo remoto tutti gli anni della sua esistenza.

Per Drogo, così come per i commilitoni, la speranza di veder comparire un nemico all’orizzonte si trasforma a poco a poco quasi in un’ossessione metafisica, in cui si fondono il desiderio di eroismo e la necessità dell’uomo di dare un senso alla propria esistenza.

Mentre trascorrono i decenni, e mentre si seguono le vite degli altri soldati della Fortezza, Drogo rimane fatalmente incatenato a questa condizione tra speranza e disillusione; quando, per una breve licenza, potrà rientrare nel mondo reale, percepirà tutto il senso di irreparabile distacco rispetto agli amici di un tempo e alla fidanzata. 

L’arrivo del nemico, si rivela infine un momento simbolicamente unico: quando finalmente i Tartari, a lungo attesi, avanzano verso la Fortezza, Drogo, precocemente invecchiato, ammalato, viene frettolosamente congedato e trascorre la sua ultima notte in un’anonima locanda, sulla via del ritorno.

Il momento della morte diventa però per il protagonista una vera rivelazione: dopo un’esistenza spesa e sfumata nell’attesa di un evento che dia un senso alla propria vita, Drogo capisce, guardando la sua piccola porzione di stelle, che la vera vittoria è la sua. 

Biglietti

in vendita dal 2 novembre presso

  • Teatro Nuovo, Piazza Viviani 10, telefono 0458006100, dal lunedì al sabato dalle ore 15.30 alle 20.00
  • Box Office in via Pallone 16, telefono 045 8011154
  • Circuito Geticket
  • Sportelli Unicredit Banca abilitati, telefono 800323285 e call center telefono 848002008
  • online www.geticket.it

Contatti

Teatro Nuovo, Piazza Viviani 10, 37121 Verona
centralino 0458006100, fax 0458030815
info.teatro@teatrostabileveneto.it
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